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#‎InternetDay‬ con Latenza e Violenza!

Oggi è l’#‎InternetDay‬ e siamo alle solite…

Latenza del bando per la fibra e Scontri in piazza 

intanto c’è chi fa da solo, il comune di Spino d’Adda

SpinoLa nuova infrastruttura potrà abilitare inoltre nuovi servizi della Pubblica Amministrazione per i cittadini e le imprese, consentendo al Comune lo sviluppo di servizi caratteristici delle smart cities, come la diffusione delle informazioni relative al traffico e al meteo o il Global Service.

L’assessore Luca Martinenghi

Il sindaco Paolo Riccaboni

E poi c’è chi ci marcia sopra

Internetday TIM

fregandosene della storia e delle opportunità perse o prese!

Come disse il buon Vasco… C’è qualcosa che non va!!!

 

Fibra ottica

Che sia la volta buona?

Dopo mesi, anni e lustri … che sia la volta buona?

Sembra che la rotta verso i fondi perduti sia invertita

Se investimento statale ci deve essere, la rete resta neutrale!!!!
Una cosa buona e giusta!
Ovviamente non mancano le lacune, le sviste e la differenza di trattamento delle aree (nord/sud, centro/periferia…) ma almeno sembra che si sia capito che un monopolio naturale esiste e che non lo si può dare, a gratis, ad un operatore.

Attendiamo con ansia i conti di dettaglio del servizio universale richiesti un bel po’ di anni fa e che mai arriveranno.

La speranza che inizi finalmente il piano che ci porterà al 2020 con gli obbiettivi dell’agenda digitale raggiunti.

San Zenone al Lambro

Da San Zenone al sistema di telecomunicazioni. Effetti stroboscopici del destino!

Il titolo, copiato da una bellissima canzone di Sergio Caputo, ci anticipa una storia interessate che ha per oggetto, come al solito, il digital divide e le storture del sistema.

Parleremo di:

  • Saturazione di centrali
  • Analisi per la definizione di fallimento di mercato
  • Degrado generalizzato delle linee
  • Digital divide di secondo tipo

Iniziamo dunque con ordine.

Saturazione delle Centrali

Ci hanno contattato alcuni cittadini di San Zenone al Lambro per segnalarci che attualmente la connettività ha una bassissima qualità e che non è possibile attivare nuove linee.

Proprio quel paese è stato più volte citato come esempio di digital divide in altri tempi proprio da noi di ADD, ci abitava un nostro membro molto attivo, e proprio con quel comune abbiamo cercato una via d’uscita.

Dopo sforzi (sia della cittadinanza, dell’amministrazione comunale e della compagine politica di tutte le fazioni), riunioni fiume, contatti e trattative siamo riusciti a consentire l’installazione dei “mitici” DSLAM in centrale (con relativo backbone).

Da subito, dopo meno di una settimana, ci sono state subito i rifiuti della società semi monopolista di installazione perché centrale satura (erano finite le porte del DSLAM). Per fortuna è stato ampliato e per un po’ di anni si è vista la luce fuori dal tunnel.

Oggi però si ripropone la medesima condizione, con l’aggravante della scarsa qualità di connessione.

Voci di corridoio indicano che entro breve la centrale verrà sottoposta nuovamente ad aggiornamento, ma ad oggi l’utenza paga un servizio degradato a prezzo pieno.

Anche se il valore contrattuale di MCR è quasi sempre rispettato (perché del resto è una barzelletta) il valore massimo teorico è ormai un mero miraggio per i consumatori.

Abbiamo indicato ai cittadini di contattare il comune, che chiameremo anche noi direttamente entro breve, per capire se e come uscire nuovamente dal tunnel.

Analisi per la definizione di fallimento di mercato

Arriviamo quindi ad un tema importante, la lettura dei numeri.

Prendendo spunto dal caso appena esposto possiamo quindi constatare che ciò che definisce o meno una zona a fallimento di mercato  è il solo interesse di intervenire (da parte del semi monopolista o di chiunque altro)!

Diciamo ciò perché, a conti fatti, dopo poche settimane le installazioni iniziali hanno portato ad una saturazione (quindi sottostima delle condizioni) e dopo pochi anni una saturazione con degrado.

Ai tempi che furono abbiamo indicato che l’età media, la presenza di molti bambini in età scolastica e di molti giovani erano molto più significativi, per un investimento, che il mero conto dell’attestazione di linee telefoniche in centrale (1200 Avanti Banda).

Infatti, l’uso del cellulare al posto della linea fissa per quanto riguarda la telefonia era già in auge (non stiamo parlando di secoli fa ovviamente, ma del 2008!) .

Purtroppo, dopo l’arrivo della connettività, abbiamo chiesto più volte al comune di avere informazioni più dettagliate per effettuare nuove statistiche, ma la risposta tipicamente italiana del “lasciamo stare le cose così, non andiamo a stuzzicare…” (citazione non letterale) ha avuto la meglio.
Sigh.

Concludiamo questa parte dicendo che le analisi erano parziali e, parola da noi molto usata, miopi. Urge quindi un cambiamento dei fattori di comparazione.

Degrado generalizzato delle linee

Sempre prendendo spunto da San Zenone ed avendo esperienze di prima mano su altri comuni notiamo che l’attivazione di servizi VDSL, la finta fibra, genera un degrado delle prestazioni generalizzato.

E’ una percezione empirica dovuta ai vari speed test ricevuti e provati in prima persona.

Ci sorge quindi una domanda, potrebbe essere una pratica commerciale un po’ spregiudicata per spingere l’utenza verso questo nuovo prodotto?

Se da un lato la banda minima garantita, che come anticipato è una barzelletta, è rispettata, l’utenza è abbastanza sconcertata di non riuscire più ad vere le performance di un tempo.

Difficoltà ad effettuare video-conversazioni tra nonni e nipoti, voip instabile (spesso fornito dallo stesso provider), upload lumaca e via dicendo.

Forse è il caso di indagare un po’ (AGCOM e AGCM se esistete battete un colpo)!

Digital divide di secondo tipo

Arriviamo quindi ad una profezia fatta tempo fa.

Quando ancora non è stato risolto a pieno il digital divide per quanto riguarda la banda larga adesso ne nasce un altro, quello con l’ultralarga.

Ribadiamo che una riforma del servizio universale è quantomeno opportuna!

Perdonate questo post un po’ lungo ma ci ha consentito, speriamo, di essere chiari e di raccontare le vicissitudini di noi cittadini.

Da qui torniamo al titolo, Effetti stroboscopici del destino, perché ci sembra sempre più paradossale che un sistema con delle autorità garanti abbia ancora queste storture che mai vengono risolte.

(fonte foto: commons.wikimedia)

Spagna Jedi

Un augurio di riportare equilibrio nella BANDA!

Siamo a Natale e sappiamo ancora poco riguardo al “Piano Banda Larga” (se parte, a quanto ammonta, chi è coinvolto e come).

Per questo il  nostro augurio di buon natale e felice anno nuovo è rivolto alla speranza di chiarezza e lungimiranza.

Che la Banda sia con voi, meglio se larga o larghissima!!!!

Auguri a tutti!

Digital Champions LUNA

Digital Champions & Self Branding

All’indomani dell’#Italiandigitalday abbiamo fatto un giro sul sito del Digital Champions per vedere se le critiche e gli elogi rivolte al fondatore / istituzione siano vere o dovute ai soliti haters.

Le comunicazioni  sono efficaci e redatte con infografiche accattivanti ed intuitive.

Del resto la descrizione parla chiaro:

Chi siamo

Il Digital Champion è una carica istituita dall’Unione Europea nel 2012. È un ambasciatore dell’innovazione. Ogni Paese ne ha uno, con il compito di rendere i propri cittadini “digitali”. Le uniche eccezioni sono il Regno Unito, che ha avuto il primo della serie, Martha Lane Fox, ma oggi ha trasformato il ruolo virandolo sui temi della digital economy; e l’Estonia, dove l’incarico lo svolge il presidente della Repubblica

Divulgazione del digitale in ambito Italiano, un compito arduo e oneroso (lo sappiamo forse troppo bene!!).

Per questo i Digital Champions si sono moltiplicati fino ad avere una diramazione capillare a livello comunale (il che ci fa molto piacere!).

Se da un lato l’aspetto comunicativo è di prim’ordine ci lascia un po’ sbigottiti riguardo alcuni dettagli.

Notiamo la presenza molto invasiva di Nomi e Cognomi.

Di sicuro è un’operazione che volge all’identificazione fisica di una figura “astratta”, ma a nostro modo di vedere rischia di sfociare in “personal branding”.

Si può vedere nel footer della pagina del sito il nome del Digital Champion al comando, Riccardo Luna:

footer_Riccardo_Luna

Lo stesso risulta il fornitore di cui l’articolo 1 dei termini di utilizzo:

DC_Codizioni_utilizzo_

Oltre a queste piccole note troviamo altri dettagli sulla pagina che pubblicizza un’APP  a firma di OSCAR BADOINO.

DC_AppleStoreNell’Apple store viene almeno citato il nome DigitalChampion (riquadro verde) ma:

  • Il titolo riporta “EpicApp! By DraculApp” non by DigitalChampions
  • Classificata come LyfeStyle
  • In lingua Inglese

 

Sullo store di Google invece non troviamo alcuna citazione:

DC_Google

Questi sono alcuni esempi che ci sono saltati all’occhio.

Con questo vogliamo far notare che, sperando nella buona fede, da una carica istituita dall’unione europea ci si aspettava un po’ più di professionalità e speriamo esista una ragione valida per evidenziare in queste maniere il proprio “NOME E COGNOME”.

Infatti se e quando il Digital Champion in capo verrà sostituito cosa resterà di ciò che è stato creato visto che i servizi stessi sono forniti da un persona e non da una istituzione.

Ci piacerebbe molto capire.

Perché se da un lato facciamo il tifo per la riuscita divulgativa del digitale in Italia, anche questo è digital divide, dall’altro ci poniamo la domanda del dopo… una domanda che spesso le istituzioni non si pongono ed evidentemente neanche i Digital Champions!

per approfondire:

Presi Per il Web

key4biz

Forum PA

ADD

Xavier Niel e la Vera Fibra di TIM Telecom

In questi giorni è di rilievo la notizia dell’acquisizione con la rilevante quota dell’11% di Telecom Italia da parte del gestore francese Free, capitanato da Xavier Niel.

Il signor Niel è però altresì noto per una campagna accusatoria svolta nel suo Paese contro i gestori che spacciano per fibra ciò che fibra non è, come ad esempio SFR-Numericable, tacciata di concorrenza sleale nel vendere offerte dichiarate come Fibra quando in realtà si tratta di FTTB – Fiber To The Building.
Sotto questo punto di vista il nuovo “gioiellino” acquisito da Niels – dobbiamo dire – pecca dunque notevolmente e in maggior misura: l’offerta TuttoFibra di TIM, ad esempio, è tutto fuorchè un accesso in Fibra Ottica (se non in purtroppo rarissimi casi).
Lo stesso nome commerciale dato all’offerta, TUTTOFIBRA, richiama al concetto di avere fibra ottica direttamente a casa propria, dentro casa propria, quando invece si tratta di una consegna all’armadio di quartiere – i famosi box col tetto rosso – da cui si diramano i soliti – datati e in alcuni casi rovinati – cavi in rame.
Vediamo dunque una piccola legenda della terminologia di settore:

FTTC: fiber to the cab -> quello che sta facendo attualmente TIM Telecom ovvero portare la fibra al “box col tetto rosso” e poi distribuire in rame;

– FTTS: fiber to the street -> quello che in alcuni casi sta facendo Fastweb (e altri operatori anche locali) ovvero portare la fibra in ogni via fino al box più vicino e poi distribuire in rame; un paradigma più prestante dell’FTTC;

FTTB: fiber to the building -> quello che fa ad esempio SFR-Numericable ovvero portare la fibra ad un box dentro all’edificio, da cui si diramano poi cavi in rame verso i vari appartamenti o interni aziendali;

FTTH: fiber to the home -> la Vera Fibra ovvero fin alla borchia in casa propria o nella propria azienda, consegna diretta di una porta ottica;

In termini di prestazioni FTTH è meglio di FTTB la quale è meglio di FTTS che a sua volta è meglio di FTTC; questo per dare un’idea di massima.

Per dettagli maggiori sulle tecnologie di consegna fibra: fonte Wikipedia

Come ormai ben sappiamo, il mercato italiano è affamato di banda larga (o ultra larga parlando di fibra ottica) e questo fa sì che, venendo a mancare una vera e propria cablatura capillare, si generino offerte da parte degli operatori che richiamano idealmente al concetto di fibra, sebbene sovente tali operatori omettono un dettaglio estremamente importante, diremo caratterizzante: spiegare cosa stanno vendendo.

Un’offerta che si chiama TUTTOFIBRA è fuorviante oltre che scorretta e siamo certi che l’operatore in questione sappia benissimo cosa stia cercando di vendere e in quali modalità. Non ci sono scuse.

Ci domandiamo dunque come il signor Niel interverrà sul suo nuovo acquisto. Ha denunciato altri operatori per molto meno, darà dunque un nuovo regime etico a TIM Telecom o lascerà le cose come stanno, conscio che – dopotutto – siamo in Italia?

vb.crowdfunding[1]

Crowdfunding per valigiablu #ioscrollo

Il “Blog collettivo – Viaggio nel mondo del giornalismo che cambia” ha lanciato una campagna di crowdfunding.

A noi di ADD piace… e #ioscrollo vi lasciamo con alcuni link ed un FANTASTICO Video di Giacomo Cannelli

Crowdfunding Valigia Blu: lo spot #ioscrolloSenza editori, senza pubblicità. Per i lettori, con i lettori. Semplicemente giornalismo > Abbiamo deciso di lanciare una campagna di raccolta fondi per soddisfare un’esigenza pratica: fare di più e meglio di ciò che già stiamo facendo, rendere più stabile il lavoro di chi ogni giorno si dedica a Valigia Blu tra social media e produzione di contenuti. Vogliamo proseguire a fare ciò che già vedete ogni giorno sul sito e sui social media, migliorandoci ancora. Scoprite come sostenerci. http://crowdfunding.valigiablu.it/Fine della parte seria: adesso beccatevi il video di lancio della campagna e contribuite a salvare l’umanità dall’invasione dei gattini laser! #ioscrolloScritto e diretto da: Giacomo Cannelli e Alessandro Grespan.Camera & special FX: Stefano De MarcoSi ringrazia dudemag.it per la gentile concessione dei suoi spazi.

Posted by Valigia Blu on Giovedì 12 novembre 2015

Sito  Campagna e Facebook

ADD

Lettera al Presidente Mattarella

Di seguito trovate la lettera che il nostro Fabio Spagnuolo ha inviato al presidente Mattarella.

Tratta diversi temi a noi molto cari usando come metafora il sito del quirinale, la trasparenza della P.A. e la difficoltà nel reperire informazioni pubbliche nell’era dell’informazione.

 

Al signor Presidente della Repubblica

Sergio Mattarella

c/o Palazzo del Quirinale

00187 – Roma

Egregio Signor Presidente,

nel complimentarci con Lei per l’elezione a Capo dello Stato, desideriamo innanzitutto porgerLe i nostri più sinceri e calorosi auguri di buon lavoro.

Mi presento, mi chiamo Fabio Spagnuolo e faccio parte dell’ associazione Anti Digital Divide (http://antidigitaldivide.org/). Uno degli scopi principali dell’ associazione è: “La riduzione del Digital Divide esistente tra le varie aree italiane, e tra l’Italia e l’Europa, attraverso azioni volte ad ottenere una migliore copertura territoriale della banda larga, tariffe e servizi in linea con gli standard europei, programmi di formazione destinati agli “emarginati informatici;”

Con tale lettera aperta è mia intenzione richiamare la Sua attenzione sui seguenti punti:

  • OpenData e aggiornamento delle informazioni del sito web del Quirinale.
  • Divario digitale
  • Fruibilità degli strumenti di legislazione e interpretazione delle leggi.

 

Nel dettaglio:

       OpenData e aggiornamento delle informazioni del sito web del Quirinale.

 

Vorrei partire da un esempio di non curanza della “cosa” digitale in carico proprio a Lei: In questa pagina viene riportata la “certificazione” di Cavaliere per un soggetto, Il Sig. Berlusconi Silvio, che si è “autosospeso” per questioni “morali”.

Io, mi sto certificando in varie tecnologie ed, al termine del percorso formativo ed alle prove di esame, devo risultare “ricercabile” per verificare la realtà della certificazione.

Uso questi due esempi per farLe capire che se il sito non è aggiornato il Sig. Silvio Berlusconi risulta ancora “certificato” come Cavaliere “attivo” e la sua “autosospensione” non è in alcun modo “certificata”.

(n.b: non vuole essere una critica al Sig. Silvio Berlusconi ma un esempio che la cronaca ha portato alla conoscenza di tutti)

 

Immagino che una parte, magari marginale, del budget del quirinale vada nella spesa per la gestione e manutenzione del sito e dei dati in esso contenuti.

Quindi con questo esempio La sto informando che forse la spesa non è adeguata oppure è mal spesa!

E’ notizia recente il taglio della spesa ICT, ma resta in capo a lei la valutazione della questione.

Anche questo è digital divide, perdoni l’uso del termine inglese, perché denota una scarsa propensione all’uso del digitale per informare e verificare, relegando questa parte ai margini della “cosa pubblica”.

In pratica si fa una cosa perché si deve fare, non per farla bene e renderla usata e utilizzabile!

 

La mia missiva potrebbe già finire qui ma vorrei indicarle altri esempi di come non venga considerata la tecnologia come “bene comune” e strumento di “evoluzione” e crescita di un intero paese.

 

Divario Digitale

 

Non mi dilungherò sulle numerose battaglie fatte con l’associazione AntiDigitaDivide per la copertura a banda larga del paese perché sono facilmente reperibili su internet (non sui media tradizionali perché anche loro soffrono dello stesso male, spesso).

 

Fruibilità degli strumenti di legislazione e interpretazione delle leggi.

Il sito della gazzetta ufficiale  non è in nessuna maniera semplice da utilizzare.

Le “leggi” promulgate da lei e dai suoi predecessori sono spesso difficilmente comprensibili (serve sempre una mediazione di un avvocato che spesso non ha certezze ma solo interpretazioni!).

In entrambi i casi si viola la seconda parte dell’art. 3 della costituzione:

“È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”

Mi piacerebbe vedere da Lei firmare solo leggi di facile comprensione e che la divulgazione avvenga in maniera comoda, semplice ed efficace.

Abbiamo più volte richiamato, inascoltati, questo articolo per quanto riguarda la banda larga ma in questo caso è la spesa pubblica nonché la sua gestione, promulgazione, elaborazione e creazione che è evidentemente manchevole di una visione così lungimirante come la costituzione ha ipotizzato per il sistema stato.

Quindi, a nostro modo di vedere, oltre che spesi male o non in misura adeguata, sono anticostituzionali!

Un altro esempio di tempo, e di conseguenza soldi, speso male è quello usato dalla camera dei deputati e dalla sua presidente sulla “carta dei diritti di internet”.

Le devo dire che condivido quasi perfettamente ciò che è presente in tale documento, ma ne evidenzio il fatto che per fare questa operazione di puro marketing non sono state calendarizzate varie proposte di legge popolare.

Mio nonno mi diceva sempre, prima fai il tuo lavoro e poi fai il resto!

Mio nonno aveva lavorato duro, combattuto in guerra e si era distinto in entrambi i casi, anche se non con blasoni o medaglie (paccottiglia per chi bada al sodo), e sapeva bene di cosa parlava.

Vede, ricordare a chi ci governa di fare il “proprio” prima di fare autopromozione è compito di ogni cittadino onesto, e mediante lei Sig.

Presidente vorremmo veder applicati tutti i principi che la costituzione prevede.

In questo caso ho usato la provocazione “carta dei diritti di internet” perché proprio il tema internet viene usato come “blasone” e nasconde le mancanze “lavorative” nello svolgere le proprie funzioni.

Questo è mio modesto parere, lo stesso tempo poteva essere speso per discutere e proporre leggi non propositi che non hanno un’applicazione nel mondo reale!

Non voglio passare per benaltrista, quindi sottolineo il fatto che se non esistessero manchevolezze sarebbe stata una cosa estremante lungimirante e gradita!

 

Altri temi similari sono:

La trasparenza dei siti pubblici

Lo scandalo di Italia.it

e tanti, tanti altri

 

 

Egregio Presidente Mattarella, per questo spero di fareLe cosa gradita, a lei ed all’Italia intera, segnalandole i macroscopici errori, non unici del resto, riguardo al mondo del digitale.

Le ho elencato solo alcuni esempi, non pensi quindi ad attacchi politici o a faziosità perché sarebbe bel lontano dall’oggetto del contendere.

La sua funzione di garante della costituzione, l’essere vertice del potere giudiziario fa di lei la persona alla quale appellarci per operare un cambio di rotta del mondo “politico/burocratico” che riporti la costituzione al centro della vita di questo paese!

Personalmente non voglio che questo paese sprofondi nell’ignoranza e nel medioevo digitale.

Abbiamo troppe intelligenze poco sfruttate e molti venditori di “fuffa” che si arricchiscono.

Solo una corretta cultura, sia essa digitale o meno, può consentirci di emergere nuovamente e riprendere di nuovo quel ruolo che l’Italia ha avuto in passato sin dagli inizi della storia.

 

Le mie competenze nel “mondo” digitale, pur non essendo l’unico, sono a sua disposizione per consentire a noi tutti di migliorare un intero paese!

Non mi arrendo, e mi piacerebbe sapere che anche lei è della mia stessa idea constatando che dopo questa mia lettera, con esempi documentati, qualcosa cambi nel verso giusto.

Purtroppo, Sig. Presidente, non mi accontento delle sole parole, chiedo che i fatti parlino!

Troppo spesso le belle parole non hanno portato a nulla quindi le chiedo una svolta, uno slancio, un colpo di reni per rimettere con la schiena dritta questa nazione!

 

Certo di un suo cortese riscontro

Auguri di buon lavoro, signor Presidente.

 

Fabio Spagnuolo

Ass. AntiDigitalDivide

Antidigitaldivide.org

 

 

Speriamo in un cortese riscontro e vi informeremo immediatamente.

ADD

 

opengov

Il nostro Piano d’Intenti per la candidatura in AgID

Come dichiarato ieri dal nostro rappresentate e candidato per AgID Stefano Stegani nel suo intervento su Radio Radicale , riportiamo qui le linee programmatiche su cui intendiamo agire, mentre il suo curriculum è consultabile a questo link https://www.linkedin.com/in/stegani

  • Consolidamento delle collaborazioni con Associazioni sul territorio nazionale col fine di razionalizzare gli ambiti operativi e ridurre la complessità gestionale degli interventi, senza incremento delle voci di costo;
  • Istituzione di un Organismo di Controllo strutturato come Consorzio a partecipazione mista pubblico/privato, senza finalità di lucro e supervisionato da Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato,  i cui membri, individuati per selezione diretta, avranno compiti di governance sulla destinazione dei fondi relativi le infrastrutture e di monitoraggio sull’uso di tali fondi, attraverso procedure e modelli di controllo pubblicamente disponibili e verificabili;
  • Nell’ambito del monitoraggio degli interventi da svolgersi e delle infrastrutture pre-esistenti: realizzazione di una Mappa Nazionale delle Infrastrutture –  siano esse via cavo o wireless – strutturata con filosofia OpenData, al fine di focalizzare la destinazione di fondi, valorizzando e sostenendo gli investimenti già svolti;
  • Valorizzazione delle soluzioni tecnologiche diversificate ovvero definizione di una strategia a supporto di tutti gli operatori nazionali col fine di adottare le migliori tecnologie possibili in relazione all’orografia del territorio nazionale ovvero armonizzazione di FTTx (fibra), Wireless (licensend/unlicensed), Radiomobile (3G/LTE), Satellitare, permettendo il rapido raggiungimento della copertura di tutto il territorio nazionale in banda larga con scalabilità verso banda ultra-larga;
  • Costituzione di un Polo di Ricerca e Studio delle nuove tecnologie per offrire pronta ed univoca risposta nonché attenzione alle problematiche espresse dalla popolazione (i.e. diatriba sul WiFi nelle scuole > studio sull’applicabilità della tecnologia a cavo fessurato per creare micro-aree di accesso WiFi estremamente confinate, annullando l’esposizione alla radio-frequenza degli altri soggetti presenti nell’edificio);
  • Istituzione di una Commissione di esperti per la definizione di un piano di formazione unificato per l’insegnamento della cultura digitale nelle scuole primarie e secondarie da presentare in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione.

 

AGID Poggiani

Agid, adesso un nuovo direttore. Ma poi?

1405087390_poggianiUna settimana fa Alessandra Poggiani, direttore dell’Agid rassegnava le sue dimissioni ( http://www.wired.it/attualita/politica/2015/03/28/alessandra-poggiani-lascia-lagenzia-per-litalia-digitale/ ) .

Con una lunga intervista ha toccato nervi scoperti del mondo delle telecomunicazioni italiane.

Un mondo fatto di piccole invidie personali, clientelismi, abuso di posizioni di dominio e, fondamentalmente, una tendenza all’inattività.

Incancrenito da un sistema di gestione della cosa pubblica decennale, il mondo del digitale italiano è stato imbrigliato, bloccato, pesantemente colpito, anno dopo anno, in favore di poche mani, sempre le stesse, che hanno reso oggi difficoltoso il cambio di rotta.

 Un cambio di rotta di cui abbiamo assoluto bisogno.

Alessandra Poggiani si è dimessa, lungi da me voler giudicare la sua decisione di candidarsi in politica; ma i punti da lei affrontati sono temi che noi stessi, nel nostro piccolo, abbiamo avuto modo di vedere nel tempo.

Troppe volte abbiamo ripetuto le stesse cose, per ottenere sempre le stesse risposte, anno dopo anno, da parte di chi, proponeva di avviare immediatamente, e l’immediatamente diventava una nuova proposta di avvio l’anno o il convegno successivo, perchè quando si mette la faccia in pubblico, non si può far capire che non si ha intenzione di far nulla, perchè in fondo fa anche un po’ comodo così.

La gestione di un’attiva come quella dell’Agid, così come è stato gestito fino ad ora il mondo del pubblico, può portare solo agli stessi, pessimi, risultati.

E’ necessario cambiare mentalità, cambiare approccio, impostare meccanismi ad obiettivi e al raggiungimento degli stessi; non è regalando soldi e sorrisi che si fanno le cose; ma pianificando interventi, stabiliendo milestone, verificando i risultati e su quella base premiare o meno chi vi ha lavorato.

Adesso si attendono nuovi nomi per la direzione dell’Agid, come al solito sarà quel ristretto cerchio di nomine, magari un minimo preparate, ma poi?

Un’agenzia come quella ha bisogno, per prima cosa, di essere diretta e seguita nei suoi aspetti da qualcuno che conosca l’argomento, che conosca le problematiche e, soprattutto, che abbia voglia di risolverle.

E in questo meccanismo di toto-nomi, perchè no, ci vogliamo entrare anche noi, rompiamo per una volta l’ordine delle cose, una piccola sfida al Premier Renzi, al suo governo e a chi avrà il potere di decidere il nuovo direttore: volete veramente dare un taglio? Volete veramente dimostrare che non state seguendo e perseguendo sempre la stessa strada che porterà solo, inevitabilmente, alla stessa inutile destinazione?

Bene, allora accettate la nostra candidatura, quella di Anti Digital Divide, o meglio, di un nostro rappresentante.

E come Presidente non ho dubbi sulla capacità e l’abilità della persona che vogliamo candidare, il nostro Stefano Stegani, che da anni si batte assieme a noi, avendo visto entrambi i lati della medaglia, le difficoltà di chi offre il servizio e i patimenti di chi vorrebbe averlo.

Ma basta un bravo direttore per la nuova Agid? No, è ovvio. Serve cambiare il sistema, serve rendersi conto che la mentalità e l’approccio fino ad ora usati sono stati solo dannosi; nella migliore delle ipotesi, inutili.

Allora, cambiamo questi meccanismi, portiamo il digitale italiano e la mentalità italiana veramente nel nuovo millennio.

 Mauro Guerrieri

Presidente Anti Digital Divide

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