Decreto antiterrorismo: Troppi poteri nelle mani della polizia?

Il decreto antiterrorismo recentemente approvato in Commissione prevede alcuni punti che riguardano Internet, e che potrebbero nascondere alcune insidie.

Il primo punto riguarda l’obbligo per i provider di cancellare da internet contenuti illeciti, sui quali non possiamo che essere ovviamente d’accordo.

E si può essere in parte in accordo anche sul prolungamento dei termini di conservazione dei dati di traffico dai 13 mesi attuali ai 24 mesi proposti.

Il punto più delicato che non può essere affrontato così alla leggera è quello che riguarda:
“intercettazione del flusso di comunicazioni anche attraverso l’impiego di strumenti o programmi informatici per l’acquisizione da remoto delle comunicazioni e dei dati presenti in un sistema informatico”

Come Anti Digital Divide ci affianchiamo ai più che legittimi dubbi di Stefano Quintarelli e del Garante per la privacy.La possibilità data alla polizia di intercettare preventivamente degli indagati, per qualunque reato (e non solo per reati collegati al terrorismo) è una legalizzazione della violazione del domicilio informatico.

Si rischia una deriva di arbitraria selezione delle analisi informatiche nei confronti dei cittadini che non può essere accettata in nessun paese che si dichiara democratico.

Aprire in modo così ampio il bagaglio di possibilità degli organi di polizia, laddove non adeguatamente controbilanciati da una normativa che tuteli gli onesti cittadini rischia di provocare più danni che reali vantaggi.

Per questo siamo assolutamente lieti del fatto che il presidente del consiglio Renzi abbia richiesto lo stralcio di tale punto al fine di affortarlo in modo più coerente ( Articolo su Repubblica.it )

Chiaramente, con nostro innato spirito, vigileremo anche su questo passaggio.

Troppo spesso siamo testimoni di atti ideologicamente corretti ma mal supportati da contrappesi opportuni (Controlli , verifiche puntuali, rimozioni di cariche e quant’altro) .

Per questo ribadiamo lo spirito collaborativo che, per l’appunto, sarà molto focalizzato su come rendere “effettive” ogni azione proposta.

Verbale Assemblea 21/03/2015

Presenti:

Soci Fondatori: Gotta Maurizio, Guerrieri Mauro, Susi Alessio

Soci Ordinari: Messaggi Gianmatteo, Giovinazzi Andrea, Guiglia Ferdinando, Spagnuolo Fabio, Stegani Stefano, Santagada Francesco

Sono presenti tre quinti dei soci fondatori e la totalità dei soci ordinari.

 Proposte all’ordine del giorno:

  1. Modifica dell’articolo 9 dello Statuto, in particolare: “I soci fondatori possono essere privati di tale titolo e dichiarati decaduti dal direttivo e dal comitato di garanzia in caso di gravi comportamenti che danneggino l’associazione.” che viene sostituito con “I soci fondatori possono essere privati di tale titolo e dichiarati decaduti dal direttivo e dal comitato di garanzia in caso di gravi comportamenti che danneggino l’associazione o in caso di continuata e duratura assenza dalle attività dell’associazione, a seguito della richiesta della maggioranza dei restanti soci fondatori.”
  2. Modifica dell’articolo 9 dello Statuto per istituzione della figura di Socio Ordinario Permanente: “Sono dichiarati soci ordinari permamenti, quei soci ordinari che nel tempo si sono particolarmente contraddistinti per fedeltà e affezione alle regole ed i fini dell’associazione. Vengono eletti dalla maggioranza dei soci fondatori ed hanno diritto a due rappresentanti nel consiglio direttivo. I soci ordinari permanenti possono essere privati di tale titolo e dichiarati decaduti dal direttivo e dal comitato di garanzia in caso di gravi comportamenti che danneggino l’associazione o in caso di continuata e duratura assenza dalle attività dell’associazione, a seguito della richiesta della maggioranza dei restanti soci fondatori e soci ordinari permanenti.”
  3. Elezione di Messaggi Gianmatteo, Giovinazzi Andrea, Guiglia Ferdinando, Spagnuolo Fabio, Stegani Stefano, Santagada Francesco alla condizione di Socio Ordinario Permanente.
  4. Elezione del nuovo consiglio direttivo, attraverso l’elezione di due tra i Soci Ordinari Permanenti.
  5. Per l’anno 2015 il ruolo di tesoriere verrá ricoperto dal presidente.
  6. Decadimento dalla carica di Socio Fondatore di: Di Bartolomeo Pierluigi e Montanari Alessio.
  7. Definizione della nuova sede legale dell’associazione
  8. Definizione delle nuove quote di ingresso per l’iscrizione come socio simpatizzante e come socio sostenitore.
  9. Definizione degli strumenti online per la rendicontazione e per il libro dei soci, che permettano accesso in lettura per tutti ed in modifica per il revisore in carica ed il presidente.

 

Svolgimento Assemblea:

Proposta 1 e 2 approvati con voto favorevole dei tre soci fondatori presenti: Maurizio Gotta, Mauro Guerrieri e Alessio Susi

Proposta 3 approvato con voto favorevole dei tre soci fondatori presenti: Maurizio Gotta, Mauro Guerrieri e Alessio Susi.

A seguito dell’approvazione dei 3 primi punti, sono nominati soci ordinari permanenti Messaggi Gianmatteo, Giovinazzi Andrea, Guiglia Ferdinando, Spagnuolo Fabio, Stegani Stefano, Santagada Francesco.

A seguito del voto in Assemblea vengono eletti nel Consiglio Direttivo come consiglieri aggiuntivi: Messaggi Gianmatteo, Guiglia Ferdinando.

Approvata la proposta 5: Per l’anno 2015 il ruolo di tesoriere verrà ricoperto dal Presidente.

Approvata la proposta 6 all’unanimità: Di Bartolomeo Pierluigi e Montanari Alessio decadono dal loro status di Soci Fondatori e ne perdono tutte le prerogative.

Per la carica di Presidente e Tesoriere viene eletto: Mauro Guerrieri

Per la carica di Vice-Presidente viene eletto: Alessio Susi

Per la carica di Segretario viene eletto: Maurizio Gotta

A seguito della Proposta 7 l’assemblea concorda nell’attendere le dovute verifiche legali al fine di aggiornare secondo i termini di legge la sede legale e le modifiche statuarie dell’Associazione.

L’assemblea per l’anno 2015 stabilisce le seguenti quote di iscrizione:

Soci Simpatizzanti 10 €

Soci Sostenitori 25 €

 

A seguito della proposta viene assegnato al Tesoriere il compito di definire il libro soci e la rendicontazione dell’anno 2015 attraverso il servizio Google Drive.

Comunicato Uno: Siamo Tornati

Sono passati tre anni, da quel febbraio 2012 in cui abbiamo deciso di cessare la nostra attività ufficiale.

Amareggiati, dopo anni di studi, di lotte, di proposte che tutt’ora riteniamo utili per il nostro paese e per tutti quanti noi, ci siamo sentiti dei Don Chisciotte, contro dei mulini a vento molto tecnologici e alla fine, abbiamo perso l’entusiasmo e la speranza; lasciando i nostri spunti e le nostre idee a chi avesse voluto coglierle.

La verità è che non abbiamo perso di vista quello che accadeva e, alla fine, non abbiamo più resistito.

Si, siamo tornati!

Siamo tornati perché è un momento topico delle telecomunicazioni e vogliamo, quindi, dare il nostro contributo per cercare, di nuovo, di ‘fare sistema’ e allineare il paese agli altri grandi della terra evitando storture tipiche di lobby settoriali, come fin troppe volte è accaduto in passato.

In questi anni sul tema ci sono state discussioni, annunci e dileggi vari, quindi il livello di sensibilità sull’argomento è aumentato.

Il nuovo piano per la banda larga del governo può essere un trampolino di lancio ( che non deve portare ad un nulla di fatto ) o l’ennesimo sperpero di denaro pubblico.
Il tema dei contenuti e del diritto d’autore hanno portato sotto gli occhi dell’attenzione pubblica un tema delicato. La webtax, o googletax che dir si voglia, che pochi mesi fa è diventato un tormentone del web italiano è argomento che non può essere in alcun modo risolto da un singolo stato in solitaria e, di certo, non può essere risolto dall’Italia.
Un grosso insegnamento deve cogliere l’Italia e l’Europa tutta, stavolta, dagli Stati Uniti, che hanno messo una pietra sopra al discorso della neutralità della rete.
Il mondo non si può permettere un internet a diverse velocità, l’accesso alla rete è un diritto di tutti, deve dare a tutti le stesse possibilità, deve essere equo, libero e neutrale; controllato si, normato nel modo giusto, ma equo.

Ed infine arriviamo ad Agcom.
Un controllore che, se secondo noi, è ancora troppo sotto lo scacco degli stessi controllati.
Forte con i deboli e debole con i forti.
Un po’ arrogante in temi che non le competono e inefficiente sui propri compiti.

Oggi siamo ad un punto di non ritorno e non ci si può permettere di spendere denaro pubblico a caso, non ci si può permettere di avere ministeri e agenzie di controllo senza cognizione di causa.

Quindi invece di rimanere nell’ombra, invece di criticare senza proporre, invece di piangere pensando che tanto le cose andranno male comunque, vogliamo rimboccarci (di nuovo) le maniche.

Siamo disposti fin da subito ad incontrare le persone nella stanza dei bottoni (Governo, Agid, Agcom…), siamo pronti a partecipare e indicare, come nostro stile, il nostro punto di vista e collaborare per abbattere il divario digitale nel nostro paese.

La volontà, la trasparenza, l’onestà, la tenacia e il continuo perfezionamento delle nostre competenze sono stati e saranno sempre gli elementi portanti della nostra Associazione.

Quindi, di nuovo, si Siamo tornati!

Ass. Anti Digital Divide