Sono passati tre anni, da quel febbraio 2012 in cui abbiamo deciso di cessare la nostra attività ufficiale.

Amareggiati, dopo anni di studi, di lotte, di proposte che tutt’ora riteniamo utili per il nostro paese e per tutti quanti noi, ci siamo sentiti dei Don Chisciotte, contro dei mulini a vento molto tecnologici e alla fine, abbiamo perso l’entusiasmo e la speranza; lasciando i nostri spunti e le nostre idee a chi avesse voluto coglierle.

La verità è che non abbiamo perso di vista quello che accadeva e, alla fine, non abbiamo più resistito.

Si, siamo tornati!

Siamo tornati perché è un momento topico delle telecomunicazioni e vogliamo, quindi, dare il nostro contributo per cercare, di nuovo, di ‘fare sistema’ e allineare il paese agli altri grandi della terra evitando storture tipiche di lobby settoriali, come fin troppe volte è accaduto in passato.

In questi anni sul tema ci sono state discussioni, annunci e dileggi vari, quindi il livello di sensibilità sull’argomento è aumentato.

Il nuovo piano per la banda larga del governo può essere un trampolino di lancio ( che non deve portare ad un nulla di fatto ) o l’ennesimo sperpero di denaro pubblico.
Il tema dei contenuti e del diritto d’autore hanno portato sotto gli occhi dell’attenzione pubblica un tema delicato. La webtax, o googletax che dir si voglia, che pochi mesi fa è diventato un tormentone del web italiano è argomento che non può essere in alcun modo risolto da un singolo stato in solitaria e, di certo, non può essere risolto dall’Italia.
Un grosso insegnamento deve cogliere l’Italia e l’Europa tutta, stavolta, dagli Stati Uniti, che hanno messo una pietra sopra al discorso della neutralità della rete.
Il mondo non si può permettere un internet a diverse velocità, l’accesso alla rete è un diritto di tutti, deve dare a tutti le stesse possibilità, deve essere equo, libero e neutrale; controllato si, normato nel modo giusto, ma equo.

Ed infine arriviamo ad Agcom.
Un controllore che, se secondo noi, è ancora troppo sotto lo scacco degli stessi controllati.
Forte con i deboli e debole con i forti.
Un po’ arrogante in temi che non le competono e inefficiente sui propri compiti.

Oggi siamo ad un punto di non ritorno e non ci si può permettere di spendere denaro pubblico a caso, non ci si può permettere di avere ministeri e agenzie di controllo senza cognizione di causa.

Quindi invece di rimanere nell’ombra, invece di criticare senza proporre, invece di piangere pensando che tanto le cose andranno male comunque, vogliamo rimboccarci (di nuovo) le maniche.

Siamo disposti fin da subito ad incontrare le persone nella stanza dei bottoni (Governo, Agid, Agcom…), siamo pronti a partecipare e indicare, come nostro stile, il nostro punto di vista e collaborare per abbattere il divario digitale nel nostro paese.

La volontà, la trasparenza, l’onestà, la tenacia e il continuo perfezionamento delle nostre competenze sono stati e saranno sempre gli elementi portanti della nostra Associazione.

Quindi, di nuovo, si Siamo tornati!

Ass. Anti Digital Divide

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