Month: novembre 2015

Digital Champions LUNA

Digital Champions & Self Branding

All’indomani dell’#Italiandigitalday abbiamo fatto un giro sul sito del Digital Champions per vedere se le critiche e gli elogi rivolte al fondatore / istituzione siano vere o dovute ai soliti haters.

Le comunicazioni  sono efficaci e redatte con infografiche accattivanti ed intuitive.

Del resto la descrizione parla chiaro:

Chi siamo

Il Digital Champion è una carica istituita dall’Unione Europea nel 2012. È un ambasciatore dell’innovazione. Ogni Paese ne ha uno, con il compito di rendere i propri cittadini “digitali”. Le uniche eccezioni sono il Regno Unito, che ha avuto il primo della serie, Martha Lane Fox, ma oggi ha trasformato il ruolo virandolo sui temi della digital economy; e l’Estonia, dove l’incarico lo svolge il presidente della Repubblica

Divulgazione del digitale in ambito Italiano, un compito arduo e oneroso (lo sappiamo forse troppo bene!!).

Per questo i Digital Champions si sono moltiplicati fino ad avere una diramazione capillare a livello comunale (il che ci fa molto piacere!).

Se da un lato l’aspetto comunicativo è di prim’ordine ci lascia un po’ sbigottiti riguardo alcuni dettagli.

Notiamo la presenza molto invasiva di Nomi e Cognomi.

Di sicuro è un’operazione che volge all’identificazione fisica di una figura “astratta”, ma a nostro modo di vedere rischia di sfociare in “personal branding”.

Si può vedere nel footer della pagina del sito il nome del Digital Champion al comando, Riccardo Luna:

footer_Riccardo_Luna

Lo stesso risulta il fornitore di cui l’articolo 1 dei termini di utilizzo:

DC_Codizioni_utilizzo_

Oltre a queste piccole note troviamo altri dettagli sulla pagina che pubblicizza un’APP  a firma di OSCAR BADOINO.

DC_AppleStoreNell’Apple store viene almeno citato il nome DigitalChampion (riquadro verde) ma:

  • Il titolo riporta “EpicApp! By DraculApp” non by DigitalChampions
  • Classificata come LyfeStyle
  • In lingua Inglese

 

Sullo store di Google invece non troviamo alcuna citazione:

DC_Google

Questi sono alcuni esempi che ci sono saltati all’occhio.

Con questo vogliamo far notare che, sperando nella buona fede, da una carica istituita dall’unione europea ci si aspettava un po’ più di professionalità e speriamo esista una ragione valida per evidenziare in queste maniere il proprio “NOME E COGNOME”.

Infatti se e quando il Digital Champion in capo verrà sostituito cosa resterà di ciò che è stato creato visto che i servizi stessi sono forniti da un persona e non da una istituzione.

Ci piacerebbe molto capire.

Perché se da un lato facciamo il tifo per la riuscita divulgativa del digitale in Italia, anche questo è digital divide, dall’altro ci poniamo la domanda del dopo… una domanda che spesso le istituzioni non si pongono ed evidentemente neanche i Digital Champions!

per approfondire:

Presi Per il Web

key4biz

Forum PA

ADD

Xavier Niel e la Vera Fibra di TIM Telecom

In questi giorni è di rilievo la notizia dell’acquisizione con la rilevante quota dell’11% di Telecom Italia da parte del gestore francese Free, capitanato da Xavier Niel.

Il signor Niel è però altresì noto per una campagna accusatoria svolta nel suo Paese contro i gestori che spacciano per fibra ciò che fibra non è, come ad esempio SFR-Numericable, tacciata di concorrenza sleale nel vendere offerte dichiarate come Fibra quando in realtà si tratta di FTTB – Fiber To The Building.
Sotto questo punto di vista il nuovo “gioiellino” acquisito da Niels – dobbiamo dire – pecca dunque notevolmente e in maggior misura: l’offerta TuttoFibra di TIM, ad esempio, è tutto fuorchè un accesso in Fibra Ottica (se non in purtroppo rarissimi casi).
Lo stesso nome commerciale dato all’offerta, TUTTOFIBRA, richiama al concetto di avere fibra ottica direttamente a casa propria, dentro casa propria, quando invece si tratta di una consegna all’armadio di quartiere – i famosi box col tetto rosso – da cui si diramano i soliti – datati e in alcuni casi rovinati – cavi in rame.
Vediamo dunque una piccola legenda della terminologia di settore:

FTTC: fiber to the cab -> quello che sta facendo attualmente TIM Telecom ovvero portare la fibra al “box col tetto rosso” e poi distribuire in rame;

– FTTS: fiber to the street -> quello che in alcuni casi sta facendo Fastweb (e altri operatori anche locali) ovvero portare la fibra in ogni via fino al box più vicino e poi distribuire in rame; un paradigma più prestante dell’FTTC;

FTTB: fiber to the building -> quello che fa ad esempio SFR-Numericable ovvero portare la fibra ad un box dentro all’edificio, da cui si diramano poi cavi in rame verso i vari appartamenti o interni aziendali;

FTTH: fiber to the home -> la Vera Fibra ovvero fin alla borchia in casa propria o nella propria azienda, consegna diretta di una porta ottica;

In termini di prestazioni FTTH è meglio di FTTB la quale è meglio di FTTS che a sua volta è meglio di FTTC; questo per dare un’idea di massima.

Per dettagli maggiori sulle tecnologie di consegna fibra: fonte Wikipedia

Come ormai ben sappiamo, il mercato italiano è affamato di banda larga (o ultra larga parlando di fibra ottica) e questo fa sì che, venendo a mancare una vera e propria cablatura capillare, si generino offerte da parte degli operatori che richiamano idealmente al concetto di fibra, sebbene sovente tali operatori omettono un dettaglio estremamente importante, diremo caratterizzante: spiegare cosa stanno vendendo.

Un’offerta che si chiama TUTTOFIBRA è fuorviante oltre che scorretta e siamo certi che l’operatore in questione sappia benissimo cosa stia cercando di vendere e in quali modalità. Non ci sono scuse.

Ci domandiamo dunque come il signor Niel interverrà sul suo nuovo acquisto. Ha denunciato altri operatori per molto meno, darà dunque un nuovo regime etico a TIM Telecom o lascerà le cose come stanno, conscio che – dopotutto – siamo in Italia?

vb.crowdfunding[1]

Crowdfunding per valigiablu #ioscrollo

Il “Blog collettivo – Viaggio nel mondo del giornalismo che cambia” ha lanciato una campagna di crowdfunding.

A noi di ADD piace… e #ioscrollo vi lasciamo con alcuni link ed un FANTASTICO Video di Giacomo Cannelli

Crowdfunding Valigia Blu: lo spot #ioscrolloSenza editori, senza pubblicità. Per i lettori, con i lettori. Semplicemente giornalismo > Abbiamo deciso di lanciare una campagna di raccolta fondi per soddisfare un’esigenza pratica: fare di più e meglio di ciò che già stiamo facendo, rendere più stabile il lavoro di chi ogni giorno si dedica a Valigia Blu tra social media e produzione di contenuti. Vogliamo proseguire a fare ciò che già vedete ogni giorno sul sito e sui social media, migliorandoci ancora. Scoprite come sostenerci. http://crowdfunding.valigiablu.it/Fine della parte seria: adesso beccatevi il video di lancio della campagna e contribuite a salvare l’umanità dall’invasione dei gattini laser! #ioscrolloScritto e diretto da: Giacomo Cannelli e Alessandro Grespan.Camera & special FX: Stefano De MarcoSi ringrazia dudemag.it per la gentile concessione dei suoi spazi.

Posted by Valigia Blu on Giovedì 12 novembre 2015

Sito  Campagna e Facebook

ADD

Lettera al Presidente Mattarella

Di seguito trovate la lettera che il nostro Fabio Spagnuolo ha inviato al presidente Mattarella.

Tratta diversi temi a noi molto cari usando come metafora il sito del quirinale, la trasparenza della P.A. e la difficoltà nel reperire informazioni pubbliche nell’era dell’informazione.

 

Al signor Presidente della Repubblica

Sergio Mattarella

c/o Palazzo del Quirinale

00187 – Roma

Egregio Signor Presidente,

nel complimentarci con Lei per l’elezione a Capo dello Stato, desideriamo innanzitutto porgerLe i nostri più sinceri e calorosi auguri di buon lavoro.

Mi presento, mi chiamo Fabio Spagnuolo e faccio parte dell’ associazione Anti Digital Divide (http://antidigitaldivide.org/). Uno degli scopi principali dell’ associazione è: “La riduzione del Digital Divide esistente tra le varie aree italiane, e tra l’Italia e l’Europa, attraverso azioni volte ad ottenere una migliore copertura territoriale della banda larga, tariffe e servizi in linea con gli standard europei, programmi di formazione destinati agli “emarginati informatici;”

Con tale lettera aperta è mia intenzione richiamare la Sua attenzione sui seguenti punti:

  • OpenData e aggiornamento delle informazioni del sito web del Quirinale.
  • Divario digitale
  • Fruibilità degli strumenti di legislazione e interpretazione delle leggi.

 

Nel dettaglio:

       OpenData e aggiornamento delle informazioni del sito web del Quirinale.

 

Vorrei partire da un esempio di non curanza della “cosa” digitale in carico proprio a Lei: In questa pagina viene riportata la “certificazione” di Cavaliere per un soggetto, Il Sig. Berlusconi Silvio, che si è “autosospeso” per questioni “morali”.

Io, mi sto certificando in varie tecnologie ed, al termine del percorso formativo ed alle prove di esame, devo risultare “ricercabile” per verificare la realtà della certificazione.

Uso questi due esempi per farLe capire che se il sito non è aggiornato il Sig. Silvio Berlusconi risulta ancora “certificato” come Cavaliere “attivo” e la sua “autosospensione” non è in alcun modo “certificata”.

(n.b: non vuole essere una critica al Sig. Silvio Berlusconi ma un esempio che la cronaca ha portato alla conoscenza di tutti)

 

Immagino che una parte, magari marginale, del budget del quirinale vada nella spesa per la gestione e manutenzione del sito e dei dati in esso contenuti.

Quindi con questo esempio La sto informando che forse la spesa non è adeguata oppure è mal spesa!

E’ notizia recente il taglio della spesa ICT, ma resta in capo a lei la valutazione della questione.

Anche questo è digital divide, perdoni l’uso del termine inglese, perché denota una scarsa propensione all’uso del digitale per informare e verificare, relegando questa parte ai margini della “cosa pubblica”.

In pratica si fa una cosa perché si deve fare, non per farla bene e renderla usata e utilizzabile!

 

La mia missiva potrebbe già finire qui ma vorrei indicarle altri esempi di come non venga considerata la tecnologia come “bene comune” e strumento di “evoluzione” e crescita di un intero paese.

 

Divario Digitale

 

Non mi dilungherò sulle numerose battaglie fatte con l’associazione AntiDigitaDivide per la copertura a banda larga del paese perché sono facilmente reperibili su internet (non sui media tradizionali perché anche loro soffrono dello stesso male, spesso).

 

Fruibilità degli strumenti di legislazione e interpretazione delle leggi.

Il sito della gazzetta ufficiale  non è in nessuna maniera semplice da utilizzare.

Le “leggi” promulgate da lei e dai suoi predecessori sono spesso difficilmente comprensibili (serve sempre una mediazione di un avvocato che spesso non ha certezze ma solo interpretazioni!).

In entrambi i casi si viola la seconda parte dell’art. 3 della costituzione:

“È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”

Mi piacerebbe vedere da Lei firmare solo leggi di facile comprensione e che la divulgazione avvenga in maniera comoda, semplice ed efficace.

Abbiamo più volte richiamato, inascoltati, questo articolo per quanto riguarda la banda larga ma in questo caso è la spesa pubblica nonché la sua gestione, promulgazione, elaborazione e creazione che è evidentemente manchevole di una visione così lungimirante come la costituzione ha ipotizzato per il sistema stato.

Quindi, a nostro modo di vedere, oltre che spesi male o non in misura adeguata, sono anticostituzionali!

Un altro esempio di tempo, e di conseguenza soldi, speso male è quello usato dalla camera dei deputati e dalla sua presidente sulla “carta dei diritti di internet”.

Le devo dire che condivido quasi perfettamente ciò che è presente in tale documento, ma ne evidenzio il fatto che per fare questa operazione di puro marketing non sono state calendarizzate varie proposte di legge popolare.

Mio nonno mi diceva sempre, prima fai il tuo lavoro e poi fai il resto!

Mio nonno aveva lavorato duro, combattuto in guerra e si era distinto in entrambi i casi, anche se non con blasoni o medaglie (paccottiglia per chi bada al sodo), e sapeva bene di cosa parlava.

Vede, ricordare a chi ci governa di fare il “proprio” prima di fare autopromozione è compito di ogni cittadino onesto, e mediante lei Sig.

Presidente vorremmo veder applicati tutti i principi che la costituzione prevede.

In questo caso ho usato la provocazione “carta dei diritti di internet” perché proprio il tema internet viene usato come “blasone” e nasconde le mancanze “lavorative” nello svolgere le proprie funzioni.

Questo è mio modesto parere, lo stesso tempo poteva essere speso per discutere e proporre leggi non propositi che non hanno un’applicazione nel mondo reale!

Non voglio passare per benaltrista, quindi sottolineo il fatto che se non esistessero manchevolezze sarebbe stata una cosa estremante lungimirante e gradita!

 

Altri temi similari sono:

La trasparenza dei siti pubblici

Lo scandalo di Italia.it

e tanti, tanti altri

 

 

Egregio Presidente Mattarella, per questo spero di fareLe cosa gradita, a lei ed all’Italia intera, segnalandole i macroscopici errori, non unici del resto, riguardo al mondo del digitale.

Le ho elencato solo alcuni esempi, non pensi quindi ad attacchi politici o a faziosità perché sarebbe bel lontano dall’oggetto del contendere.

La sua funzione di garante della costituzione, l’essere vertice del potere giudiziario fa di lei la persona alla quale appellarci per operare un cambio di rotta del mondo “politico/burocratico” che riporti la costituzione al centro della vita di questo paese!

Personalmente non voglio che questo paese sprofondi nell’ignoranza e nel medioevo digitale.

Abbiamo troppe intelligenze poco sfruttate e molti venditori di “fuffa” che si arricchiscono.

Solo una corretta cultura, sia essa digitale o meno, può consentirci di emergere nuovamente e riprendere di nuovo quel ruolo che l’Italia ha avuto in passato sin dagli inizi della storia.

 

Le mie competenze nel “mondo” digitale, pur non essendo l’unico, sono a sua disposizione per consentire a noi tutti di migliorare un intero paese!

Non mi arrendo, e mi piacerebbe sapere che anche lei è della mia stessa idea constatando che dopo questa mia lettera, con esempi documentati, qualcosa cambi nel verso giusto.

Purtroppo, Sig. Presidente, non mi accontento delle sole parole, chiedo che i fatti parlino!

Troppo spesso le belle parole non hanno portato a nulla quindi le chiedo una svolta, uno slancio, un colpo di reni per rimettere con la schiena dritta questa nazione!

 

Certo di un suo cortese riscontro

Auguri di buon lavoro, signor Presidente.

 

Fabio Spagnuolo

Ass. AntiDigitalDivide

Antidigitaldivide.org

 

 

Speriamo in un cortese riscontro e vi informeremo immediatamente.

ADD

 

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