Di seguito trovate la lettera che il nostro Fabio Spagnuolo ha inviato al presidente Mattarella.

Tratta diversi temi a noi molto cari usando come metafora il sito del quirinale, la trasparenza della P.A. e la difficoltà nel reperire informazioni pubbliche nell’era dell’informazione.

 

Al signor Presidente della Repubblica

Sergio Mattarella

c/o Palazzo del Quirinale

00187 – Roma

Egregio Signor Presidente,

nel complimentarci con Lei per l’elezione a Capo dello Stato, desideriamo innanzitutto porgerLe i nostri più sinceri e calorosi auguri di buon lavoro.

Mi presento, mi chiamo Fabio Spagnuolo e faccio parte dell’ associazione Anti Digital Divide (http://antidigitaldivide.org/). Uno degli scopi principali dell’ associazione è: “La riduzione del Digital Divide esistente tra le varie aree italiane, e tra l’Italia e l’Europa, attraverso azioni volte ad ottenere una migliore copertura territoriale della banda larga, tariffe e servizi in linea con gli standard europei, programmi di formazione destinati agli “emarginati informatici;”

Con tale lettera aperta è mia intenzione richiamare la Sua attenzione sui seguenti punti:

  • OpenData e aggiornamento delle informazioni del sito web del Quirinale.
  • Divario digitale
  • Fruibilità degli strumenti di legislazione e interpretazione delle leggi.

 

Nel dettaglio:

       OpenData e aggiornamento delle informazioni del sito web del Quirinale.

 

Vorrei partire da un esempio di non curanza della “cosa” digitale in carico proprio a Lei: In questa pagina viene riportata la “certificazione” di Cavaliere per un soggetto, Il Sig. Berlusconi Silvio, che si è “autosospeso” per questioni “morali”.

Io, mi sto certificando in varie tecnologie ed, al termine del percorso formativo ed alle prove di esame, devo risultare “ricercabile” per verificare la realtà della certificazione.

Uso questi due esempi per farLe capire che se il sito non è aggiornato il Sig. Silvio Berlusconi risulta ancora “certificato” come Cavaliere “attivo” e la sua “autosospensione” non è in alcun modo “certificata”.

(n.b: non vuole essere una critica al Sig. Silvio Berlusconi ma un esempio che la cronaca ha portato alla conoscenza di tutti)

 

Immagino che una parte, magari marginale, del budget del quirinale vada nella spesa per la gestione e manutenzione del sito e dei dati in esso contenuti.

Quindi con questo esempio La sto informando che forse la spesa non è adeguata oppure è mal spesa!

E’ notizia recente il taglio della spesa ICT, ma resta in capo a lei la valutazione della questione.

Anche questo è digital divide, perdoni l’uso del termine inglese, perché denota una scarsa propensione all’uso del digitale per informare e verificare, relegando questa parte ai margini della “cosa pubblica”.

In pratica si fa una cosa perché si deve fare, non per farla bene e renderla usata e utilizzabile!

 

La mia missiva potrebbe già finire qui ma vorrei indicarle altri esempi di come non venga considerata la tecnologia come “bene comune” e strumento di “evoluzione” e crescita di un intero paese.

 

Divario Digitale

 

Non mi dilungherò sulle numerose battaglie fatte con l’associazione AntiDigitaDivide per la copertura a banda larga del paese perché sono facilmente reperibili su internet (non sui media tradizionali perché anche loro soffrono dello stesso male, spesso).

 

Fruibilità degli strumenti di legislazione e interpretazione delle leggi.

Il sito della gazzetta ufficiale  non è in nessuna maniera semplice da utilizzare.

Le “leggi” promulgate da lei e dai suoi predecessori sono spesso difficilmente comprensibili (serve sempre una mediazione di un avvocato che spesso non ha certezze ma solo interpretazioni!).

In entrambi i casi si viola la seconda parte dell’art. 3 della costituzione:

“È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”

Mi piacerebbe vedere da Lei firmare solo leggi di facile comprensione e che la divulgazione avvenga in maniera comoda, semplice ed efficace.

Abbiamo più volte richiamato, inascoltati, questo articolo per quanto riguarda la banda larga ma in questo caso è la spesa pubblica nonché la sua gestione, promulgazione, elaborazione e creazione che è evidentemente manchevole di una visione così lungimirante come la costituzione ha ipotizzato per il sistema stato.

Quindi, a nostro modo di vedere, oltre che spesi male o non in misura adeguata, sono anticostituzionali!

Un altro esempio di tempo, e di conseguenza soldi, speso male è quello usato dalla camera dei deputati e dalla sua presidente sulla “carta dei diritti di internet”.

Le devo dire che condivido quasi perfettamente ciò che è presente in tale documento, ma ne evidenzio il fatto che per fare questa operazione di puro marketing non sono state calendarizzate varie proposte di legge popolare.

Mio nonno mi diceva sempre, prima fai il tuo lavoro e poi fai il resto!

Mio nonno aveva lavorato duro, combattuto in guerra e si era distinto in entrambi i casi, anche se non con blasoni o medaglie (paccottiglia per chi bada al sodo), e sapeva bene di cosa parlava.

Vede, ricordare a chi ci governa di fare il “proprio” prima di fare autopromozione è compito di ogni cittadino onesto, e mediante lei Sig.

Presidente vorremmo veder applicati tutti i principi che la costituzione prevede.

In questo caso ho usato la provocazione “carta dei diritti di internet” perché proprio il tema internet viene usato come “blasone” e nasconde le mancanze “lavorative” nello svolgere le proprie funzioni.

Questo è mio modesto parere, lo stesso tempo poteva essere speso per discutere e proporre leggi non propositi che non hanno un’applicazione nel mondo reale!

Non voglio passare per benaltrista, quindi sottolineo il fatto che se non esistessero manchevolezze sarebbe stata una cosa estremante lungimirante e gradita!

 

Altri temi similari sono:

La trasparenza dei siti pubblici

Lo scandalo di Italia.it

e tanti, tanti altri

 

 

Egregio Presidente Mattarella, per questo spero di fareLe cosa gradita, a lei ed all’Italia intera, segnalandole i macroscopici errori, non unici del resto, riguardo al mondo del digitale.

Le ho elencato solo alcuni esempi, non pensi quindi ad attacchi politici o a faziosità perché sarebbe bel lontano dall’oggetto del contendere.

La sua funzione di garante della costituzione, l’essere vertice del potere giudiziario fa di lei la persona alla quale appellarci per operare un cambio di rotta del mondo “politico/burocratico” che riporti la costituzione al centro della vita di questo paese!

Personalmente non voglio che questo paese sprofondi nell’ignoranza e nel medioevo digitale.

Abbiamo troppe intelligenze poco sfruttate e molti venditori di “fuffa” che si arricchiscono.

Solo una corretta cultura, sia essa digitale o meno, può consentirci di emergere nuovamente e riprendere di nuovo quel ruolo che l’Italia ha avuto in passato sin dagli inizi della storia.

 

Le mie competenze nel “mondo” digitale, pur non essendo l’unico, sono a sua disposizione per consentire a noi tutti di migliorare un intero paese!

Non mi arrendo, e mi piacerebbe sapere che anche lei è della mia stessa idea constatando che dopo questa mia lettera, con esempi documentati, qualcosa cambi nel verso giusto.

Purtroppo, Sig. Presidente, non mi accontento delle sole parole, chiedo che i fatti parlino!

Troppo spesso le belle parole non hanno portato a nulla quindi le chiedo una svolta, uno slancio, un colpo di reni per rimettere con la schiena dritta questa nazione!

 

Certo di un suo cortese riscontro

Auguri di buon lavoro, signor Presidente.

 

Fabio Spagnuolo

Ass. AntiDigitalDivide

Antidigitaldivide.org

 

 

Speriamo in un cortese riscontro e vi informeremo immediatamente.

ADD

 

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