In questi giorni è di rilievo la notizia dell’acquisizione con la rilevante quota dell’11% di Telecom Italia da parte del gestore francese Free, capitanato da Xavier Niel.

Il signor Niel è però altresì noto per una campagna accusatoria svolta nel suo Paese contro i gestori che spacciano per fibra ciò che fibra non è, come ad esempio SFR-Numericable, tacciata di concorrenza sleale nel vendere offerte dichiarate come Fibra quando in realtà si tratta di FTTB – Fiber To The Building.
Sotto questo punto di vista il nuovo “gioiellino” acquisito da Niels – dobbiamo dire – pecca dunque notevolmente e in maggior misura: l’offerta TuttoFibra di TIM, ad esempio, è tutto fuorchè un accesso in Fibra Ottica (se non in purtroppo rarissimi casi).
Lo stesso nome commerciale dato all’offerta, TUTTOFIBRA, richiama al concetto di avere fibra ottica direttamente a casa propria, dentro casa propria, quando invece si tratta di una consegna all’armadio di quartiere – i famosi box col tetto rosso – da cui si diramano i soliti – datati e in alcuni casi rovinati – cavi in rame.
Vediamo dunque una piccola legenda della terminologia di settore:

FTTC: fiber to the cab -> quello che sta facendo attualmente TIM Telecom ovvero portare la fibra al “box col tetto rosso” e poi distribuire in rame;

– FTTS: fiber to the street -> quello che in alcuni casi sta facendo Fastweb (e altri operatori anche locali) ovvero portare la fibra in ogni via fino al box più vicino e poi distribuire in rame; un paradigma più prestante dell’FTTC;

FTTB: fiber to the building -> quello che fa ad esempio SFR-Numericable ovvero portare la fibra ad un box dentro all’edificio, da cui si diramano poi cavi in rame verso i vari appartamenti o interni aziendali;

FTTH: fiber to the home -> la Vera Fibra ovvero fin alla borchia in casa propria o nella propria azienda, consegna diretta di una porta ottica;

In termini di prestazioni FTTH è meglio di FTTB la quale è meglio di FTTS che a sua volta è meglio di FTTC; questo per dare un’idea di massima.

Per dettagli maggiori sulle tecnologie di consegna fibra: fonte Wikipedia

Come ormai ben sappiamo, il mercato italiano è affamato di banda larga (o ultra larga parlando di fibra ottica) e questo fa sì che, venendo a mancare una vera e propria cablatura capillare, si generino offerte da parte degli operatori che richiamano idealmente al concetto di fibra, sebbene sovente tali operatori omettono un dettaglio estremamente importante, diremo caratterizzante: spiegare cosa stanno vendendo.

Un’offerta che si chiama TUTTOFIBRA è fuorviante oltre che scorretta e siamo certi che l’operatore in questione sappia benissimo cosa stia cercando di vendere e in quali modalità. Non ci sono scuse.

Ci domandiamo dunque come il signor Niel interverrà sul suo nuovo acquisto. Ha denunciato altri operatori per molto meno, darà dunque un nuovo regime etico a TIM Telecom o lascerà le cose come stanno, conscio che – dopotutto – siamo in Italia?

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