Anti Digital Divide nasce agli inizi di settembre 2004 come gruppo spontaneo di utenti non coperti dalla banda larga, sulle pagine del newsgroup it.telefonia.adsl, per discutere delle problematiche e delle alternative relative a questo tipo di digital divide interno allo Stato italiano.

Originariamente l’attività di informazione e divulgazione si appoggiava ad un gruppo Yahoo, appunto il Gruppo Anti Digital Divide.

Dopo un iniziale periodo di analisi/stasi, il gruppo compie il suo primo passo ‘ufficiale’ aprendo ufficialmente una petizione online per richiedere la copertura a banda larga dell’Italia: promotore e primo firmatario è il creatore del Gruppo Anti Digital Divide di Yahoo, Mauro Guerrieri (mark_knopfler).

L’iniziativa riscuote immediato successo presso i ‘digital divisi’ e uno di questi diventa collaboratore realmente attivo del gruppo; entra a farvi parte infatti Alessio Montanari (alexievic).

A fine ottobre, il grande salto, inizia a partecipare alle attività dell’Anti Digital Divide Maurizio Gotta (gottama), su proposta del quale il Gruppo registra un dominio e apre il proprio sito con un forum che riscuote subito un grande successo.

I media nazionali e locali cominciano ad interessarsi dell’argomento, la rubrica del TG3 Neapolis realizza un servizio sui “figli di un digitale minore”.

Intanto, su un altro fronte, monta la protesta contro le tariffe Telecom Italia per chi l’ADSL ce l’ha già.

Si tessono legami con i promotori della petizione online sulle tariffe, i quali segnalano che la stessa Telecom Italia propone Alice agli utenti francesi a un terzo del prezzo e al doppio della velocità.

Le due petizioni vengono affiancate e a far parte del Gruppo Anti Digital Divide entrano anche Alessio Susi (citus) e Pierluigi di Bartolomeo (gunsroses), i quali avevano collaborato inizialmente con l’ideatore della protesta contro le tariffe.

L’argomento è molto sentito, tanto che interviene anche il Gabibbo, chiedendo conto a Telecom Italia di queste differenze e intervistando Maurizio Gotta, il quale poco dopo sarebbe diventato il primo presidente di Anti Digital Divide.

Alle petizioni online infatti si affianca presto un’iniziativa ancora più clamorosa, una raccolta di firme “reali” a livello nazionale, una petizione in base all’articolo 50 della Costituzione che i promotori intendono consegnare al Parlamento.

Per dare ancora maggior peso alla sua voce e alle sue iniziative, il Gruppo spontaneo decide di trasformarsi in Associazione di volontariato per ufficializzare la volontà di tutelare cittadini e utenti dei carenti servizi TLC italiani, convinti che per la tecnologia passa una delle strade più importanti per invertire la tendenza al declino dell’economia italiana.

Il 31/01/2005 viene ufficialmente costituita l’Associazione Anti Digital Divide, per desiderio,spirito di collaborazione e un po’ di pazzia di 5 utenti italiani, che fino a pochi mesi prima neanche si conoscevano:

Maurizio Gotta, di Diano D’alba, primo presidente di Anti Digital Divide.
Pierluigi di Bartolomeo, di Cisterna di Latina, primo vice-presidente.
Mauro Guerrieri, di Roma, primo segretario.
Alessio Montanari, di Forlì, consigliere.
Alessio Susi, di Manoppello (PE), consigliere.

L’associazione viene registrata all’Ufficio del Registro di Torino il 01/03/2005.

Nel frattempo si sono avvicinati, a quella che poi è stata affettuosamente e più praticamente soprannominata ADD, nuovi utenti: alcuni curiosi di capire meglio, altri desiderosi di aiutare al punto tale da divenire responsabili ufficiali dell’associazione.

La storia di ADD nel frattempo si è evoluta, si è arricchiata di nuove iniziative, nuove persone e nuove esperienze, più o meno positive.

Il suo sito è diventato un punto di incontro per realtà diverse di tutta l’Italia, ha messo a confronto persone, idee ed esperienze; arricchendo tutti coloro che vi hanno partecipato e che vi partecipano tutt’ora.

Proprio per il fatto di essere qualcosa nata dalle persone e che si basa su persone che hanno fatto del desiderio di fare qualcosa di buono e positivo la loro passione, Anti Digital Divide è diventata un’entità conosciuta, riconosciuta e soprattutto di grande credibilità.