1405087390_poggianiUna settimana fa Alessandra Poggiani, direttore dell’Agid rassegnava le sue dimissioni ( http://www.wired.it/attualita/politica/2015/03/28/alessandra-poggiani-lascia-lagenzia-per-litalia-digitale/ ) .

Con una lunga intervista ha toccato nervi scoperti del mondo delle telecomunicazioni italiane.

Un mondo fatto di piccole invidie personali, clientelismi, abuso di posizioni di dominio e, fondamentalmente, una tendenza all’inattività.

Incancrenito da un sistema di gestione della cosa pubblica decennale, il mondo del digitale italiano è stato imbrigliato, bloccato, pesantemente colpito, anno dopo anno, in favore di poche mani, sempre le stesse, che hanno reso oggi difficoltoso il cambio di rotta.

 Un cambio di rotta di cui abbiamo assoluto bisogno.

Alessandra Poggiani si è dimessa, lungi da me voler giudicare la sua decisione di candidarsi in politica; ma i punti da lei affrontati sono temi che noi stessi, nel nostro piccolo, abbiamo avuto modo di vedere nel tempo.

Troppe volte abbiamo ripetuto le stesse cose, per ottenere sempre le stesse risposte, anno dopo anno, da parte di chi, proponeva di avviare immediatamente, e l’immediatamente diventava una nuova proposta di avvio l’anno o il convegno successivo, perchè quando si mette la faccia in pubblico, non si può far capire che non si ha intenzione di far nulla, perchè in fondo fa anche un po’ comodo così.

La gestione di un’attiva come quella dell’Agid, così come è stato gestito fino ad ora il mondo del pubblico, può portare solo agli stessi, pessimi, risultati.

E’ necessario cambiare mentalità, cambiare approccio, impostare meccanismi ad obiettivi e al raggiungimento degli stessi; non è regalando soldi e sorrisi che si fanno le cose; ma pianificando interventi, stabiliendo milestone, verificando i risultati e su quella base premiare o meno chi vi ha lavorato.

Adesso si attendono nuovi nomi per la direzione dell’Agid, come al solito sarà quel ristretto cerchio di nomine, magari un minimo preparate, ma poi?

Un’agenzia come quella ha bisogno, per prima cosa, di essere diretta e seguita nei suoi aspetti da qualcuno che conosca l’argomento, che conosca le problematiche e, soprattutto, che abbia voglia di risolverle.

E in questo meccanismo di toto-nomi, perchè no, ci vogliamo entrare anche noi, rompiamo per una volta l’ordine delle cose, una piccola sfida al Premier Renzi, al suo governo e a chi avrà il potere di decidere il nuovo direttore: volete veramente dare un taglio? Volete veramente dimostrare che non state seguendo e perseguendo sempre la stessa strada che porterà solo, inevitabilmente, alla stessa inutile destinazione?

Bene, allora accettate la nostra candidatura, quella di Anti Digital Divide, o meglio, di un nostro rappresentante.

E come Presidente non ho dubbi sulla capacità e l’abilità della persona che vogliamo candidare, il nostro Stefano Stegani, che da anni si batte assieme a noi, avendo visto entrambi i lati della medaglia, le difficoltà di chi offre il servizio e i patimenti di chi vorrebbe averlo.

Ma basta un bravo direttore per la nuova Agid? No, è ovvio. Serve cambiare il sistema, serve rendersi conto che la mentalità e l’approccio fino ad ora usati sono stati solo dannosi; nella migliore delle ipotesi, inutili.

Allora, cambiamo questi meccanismi, portiamo il digitale italiano e la mentalità italiana veramente nel nuovo millennio.

 Mauro Guerrieri

Presidente Anti Digital Divide